50 cantine sulla spiaggia privata del resort Riva degli Etruschi, gastronomia della tradizione, laboratori, ristorazione e degustazioni guidate in collaborazione con Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
“Sold out” per la seconda edizione di Vini Bagnanti, che il 21 giugno ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico, accogliendo mille partecipanti, tra giornalisti, comunicatori e winelovers, che hanno potuto degustare più di 150 etichette.
Grande affluenza anche ai laboratori organizzati da Slow Food, così come agli stand gastronomici e ai ristoranti della struttura. Curiosando tra gli stand, la regione ospitante ha offerto un panorama variegato, caratterizzato dalla creatività soprattutto delle giovani aziende.
Come Campo delle Comete, azienda tutta guidata da donne la cui filosofia di fondo è quella di coniugare fantasia e realtà, tramite un sito che cattura il visitatore per la dimensione onirica, riversata piene mani anche nelle etichette firmate da un’illustratrice di libri per bambini, Nicoletta Cecoli.
Il punto di partenza è la magia del luogo e dei terreni diversi abbracciati dall’azienda di Bolgheri, territorio dove prima del rosso veniva prodotto il rosato. E “Mareviglia” – una delle etichette di punta – non è un refuso, ma la crasi tra il mare e la meraviglia presenti nelle bottiglie in cui scorre un vino rosato formato da un mix di Grenache e Syrah, uve raccolte con leggero anticipo per dare maggiore freschezza.
L’aroma del vino e il profumo del mare si coniugano anche nella Tenuta Guardamare, nel cuore di Baratti e con Populonia di fianco. Il vino emblema della cantina è il Marittimo, rosso e bianco, pensato per omaggiare il forte legame con la Maremma Toscana.
“I suggestivi scorci che la Tenuta ci regala sull’Isola d’Elba, Capraia e Gorgona ci hanno ispirato nella creazione del nostro bianco”, spiegano i produttori a proposito del Marittimo bianco, che raccoglie il contributo delle uve mediterranee Vermentino e Viognier.
Il sangiovese, tipico vitigno toscano, è invece il marchio di fabbrica del Marittimo Rosso, in cui i sentori mediterranei di prugna, ciliegia e mora gli conferiscono il massimo della toscanità.
Un atelier in vigna: si potrebbe descrivere così il connubio tra vino e arte che contraddistingue i prodotti vtitivinicoli di Sàgona, cinque ettari tra i 500 e i 600 metri a Pratomagno, in provincia di Arezzo, che dispensano bottiglie di grande mineralità, come “Vinotte” e “Primipassi”.
In vigneti che da circa 40 anni vengono coltivati e gestiti secondo i dettami biologici, si è scelto di puntare sui vitigni autoctoni: accanto al Sangiovese, infatti, figurano Malvasia Nera, Ciliegiolo, Canaiolo, Colorino, Malvasia Bianca e Trebbiano.
Alla valorizzazione dei vitigni più tradizionali, come l’Aleatico, l’Ansonica, il Sangiovese e il Moscato si dedica anche Acquabona, un’azienda agricola che è una sorta di “biglietto da visita” dell’Isola d’Elba, grazie alle antiche radici e all’estensione dei terreni che può vantare.
Situata tra Portoferraio e Porto Azzurro, con i primi riferimenti storici risalenti all’inizio del 1700, l’azienda vinicola viene condotta per quasi 40 anni da 3 amici agronomi che la portano ad essere tra le maggiori aziende dell’Isola, con 15 ettari di vigneto e più di 10 etichette.
Il 3 maggio 2024 entra in scena la nuova generazione, il cui obiettivo condiviso è quello di consolidare l’Acquabona come realtà distintiva sull’Isola d’elba, e gradualmente rafforzare il posizionamento in Italia e all’estero.
“Una volta dalle nostre parti il vino si faceva così”. Rocco Toscani, figlio del fotografo di fama mondiale Oliviero, illustra così “Vedomare”, un Greco bianco della sua cantina sapido ed elegante come la sua versione rossa, evocativa della vista mozzafiato che si gode dalle vigne del Syrah.
“Dipingo ogni etichetta a mano, con l’uniposca, perché ogni singola bottiglia sia unica come la vista d lassù, ogni volta è un’esperienza nuova, c’è sempre un dettaglio che non avevo notato la volta precedente”.
Tra le etichette dell’Azienda agricola Toscani, a Casale Marittimo, piccolo borgo a nord di Bolgheri, c’è anche “Lumeo”, un vino che nasce da uve di Syrah fermentate e macerate per sei mesi in anfore di terracotta, con l’aggiunta di una piccola percentuale di uve bianche di Greco, che prende il nome dai due figli di Rocco, Luce e Romeo: “Sono geniali, divertenti, ridono, piangono, imparano e mi insegnano. Mi mostrano il mondo da un’altra prospettiva insegnandomi quali sono le cose belle della vita”.
Di padre in figlio, la tradizione continua.
Michela Nicolais
