Beviamoci Sud: due sorelle e una scommessa alle pendici dell’Etna

“Il mio vino è nel bicchiere”. Quando le sorelle Zumbo, Erica e Ramona, 33 e 31 anni, titolari dell’azienda vinicola “Zumbo vini dell’Etna”, ci spiegano la filosofia del loro nonno Salvatore,  lo fanno con l’orgoglio di aver portato avanti una traduzione iniziata nel 1972 “per gli amici” e ora diventata il vanto di una produzione di 30mila bottiglie all’anno, con l’intento di dimostrare che l’Etna rosso non è un vino da tavola.

Nella loro azienda vitivinicola, le sorelle Zumbo hanno lasciato tutto intatto il patrimonio del nonno: la cantina sotterranea è la stessa di allora: niente vasche refrigeranti, neanche per il vino bianco.

“La nostra cantina – raccontano – si trova a Solicchiata, una delle più importanti frazioni di Castiglione di Sicilia, in cui hanno sede tutte le più  importanti cantine dell’Etna. Siamo molto attenti al rispetto del territorio e a condurre una agricoltura sostenibile, per questo motivo abbiamo iniziato l’iter per la certificazione biologica in vigneto. Da qualche anno siamo approdati nei vari mercati cercando di far conoscere la nostra storia attraverso un calice di vino. Produciamo l’Etna bianco,100% carricante,  l’Etna Rosso Contrada Santo Spirito, 90% nerello mascalese-10% cappuccio, l’Etna rosso  contrada Trimarchisa, 100% nerello mascalese, l’Etna Rosato, 100% nerello mascalese, e un bianco Igt blend di uvaggi composto da carricante-inzolia-minnella-minnellone-catarratto”.

“Nel 1972 Salvatore si pose l’obiettivo di rievocare la fama ed il prestigio della produzione viticola della DOC Etna, da molti anni in forte declino”, spiegano le sorelle Zumbo: “In contrada Santo Spirito, mette a dimora 14.000 viti selvatiche che fa innestare con gemme provenienti da vigneti centenari, coltivati sulle pendici del vulcano”. La lungimiranza nell’impiantare vigneto di qualità, quando molti li abbandonavano, fa si che la famiglia Zumbo faccia parte, a pieno titolo, degli storici produttori dell’Etna.
Erica e Ramona, orgogliose del lavoro pioneristico del nonno Salvatore, con grande passione giungono negli anni ad un approccio conservativo, sia in cantina che in vigneto, divenendo per loro un vero e proprio stile di vita.

“Ogni nome dei vini e l’immagine dell’etichetta hanno il suo perchè, raccontano la storia di quel vino”,

ci tengono a precisare le sorelle Zumbo a proposito dell’azienda di famiglia, che portano avanti sin da bambine con l’intento di mantenere una produzione artigianale.
A testimoniarlo è il loro bianco Igt Pinea, portato all’assaggio a Beviamoci Sud: “nonostante non sia certificato Etna Doc, per noi è territorio, rappresenta noi e ciò che ha progettato nostro nonno”.

Michela Nicolais

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