Dall’acciaio alla terra. La propria amata terra, ai piedi delle Alpi Carniche, nella pedemontana pordenonese, che il Tagliamento incornicia con le sue acque limpide e i suoi ciottoli. Si potrebbe sintetizzare così la parabola di Armando Cimolai, pioniere delle costruzioni metalliche, e il legame con il suo territorio.
“A Borgo delle Rose, coltivare la vite significa prendersi cura della terra con amore e rispetto, seguendo i principi della lotta integrata. Ogni giorno, il nostro lavoro nei vigneti si ispira a un equilibrio naturale, dove l’ambiente è protagonista e la qualità delle uve nasce da scelte consapevoli”.
E’ Sonia Bortolussi a raccontarci la storia della famiglia Cimolai, anima di questa azienda agricola creata nel 1993 da Ivana, figlia dei fondatori del gruppo Cimolai. E’ una storia di amore e passione, portata avanti da una famiglia di imprenditori che ha trasformato la propria visione in un impero globale, portando innovazione e prestigio al Friuli.
Nel 2020, dopo la prematura scomparsa di Ivana, il nonno Armando con i nipoti Lorenzo e Carla decidono di dare nuova linfa a questa realtà. Dopo la scomparsa di Armando nel 2022 e della moglie Albina nel 2023, i figli Luigi e Roberto, insieme ai nipoti, portano avanti l’eredità di famiglia, guidati dal binomio di qualità e innovazione, tra industria e agricoltura.
La tenuta copre 400 ettari – di cui 70 dedicati alla viticoltura – in una zona con terreni pietrosi chiamati “Magredi” (“Terre magre”, in friulano) che, grazie alla particolare composizione del suolo e al microclima favorevole, oltre che al prezioso contributo di enologi e viticoltori esperti, consentono di produrre vini aromatici di qualità – molti dei quali pluripremiati – come Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio, Ribolla Gialla e vitigni a bacca rossa come Merlot e Refosco, per terminare con il Prosecco Doc ed il Rosè.
“Ogni bottiglia nasce da un’accurata selezione elle uve e da un ambiente naturale unico”, ci dice Sonia, mettendo l’accento sulla meticolosità del lavoro in cantina: “Passione, rispetto per la natura e ricerca dell’eccellenza guidano ogni fase della produzione.
Dal 2021, la certificazione SQNPI racconta il nostro impegno per un’agricoltura sostenibile, ma per noi è più di un riconoscimento: è una promessa di rispetto verso il nostro territorio e i vini che nascono da esso”.
Nel 2021 è stato aperto un piccolo “wine shop” all’interno della tenuta: un luogo accogliente e dal sapore familiare, curato in ogni dettaglio, che permette di assaggiare e degustare i frutti del lavoro e della dedizione delle 11 persone che lavorano stabilmente a Borgo delle Rose. Nel 2022 arrivano i primi premi internazionali, a cominciare da due dei vini più apprezzati: Ribolla Gialla e Chardonnay.
Nel 2024 è iniziata la ristrutturazione del corpo centrale della cantina, e presto saranno realizzate due sale degustazione per permettere agli ospiti di consumare anche un piatto caldo o organizzare eventi privati.
M.Michela Nicolais
