Spasso Divino: viaggio a Colonna tra filari e cantine

Sette chilometri a piedi tra i filari, alla scoperta di sei cantine di un territorio molto amato dai personaggi della Roma antica, come Seneca o Cicerone, per trascorrere quella che oggi noi chiameremmo una villeggiatura “ante litteram”. E’ “Spasso divino”, la manifestazione organizzata dal Comune di Colonna e dal suo attivissimo sindaco per far conoscere i tesori di una porzione dei Castelli Romani spesso esclusa a torto dagli itinerari turistici di altre méte più conosciute dei dintorni.

L’insegna che ci accoglie nella tenuta del Principe Pallavicini, inizio del nostro viaggio enogastronomico puntellato di assaggi che si sposano con i calici di volta in volta degustati, contiene una data che è tutta un programma: 1670. Siamo nella  più grande azienda agricola del Lazio, che sorge nel punto che collegava la via Labicana alla via Latina.

I Principi Pallavicini , che nel palazzo collocato a Roma di fronte al Quirinale custodiscono la collezione di opere d’arte più importante d’Europa, l’hanno sempre scelta e curata come un luogo del cuore: dei 65 ettari vitati (su un’estensione di 90 ettari) ben 45 ettari producono le uve per il Frascati, vero oro giallo di tutta la zona dei Castelli.

 

Percorrendo poche decine di metri in vigna si arriva alle Cantine del Conte Zandotti, l’altra cantina più antica dei Castelli, che inizia la sua storia nel 1734 nella zona dove vi era un’antica cisterna romana. Oggi esporta il 70% della sua produzione – quasi 500 mila bottiglie – in 34 nazioni, vantando un’offerta di 13 tipologie di vini di qualità.
Dagli antichi blasoni ai giovani produttori,  che hanno fatto fruttificare l’eredità dei loro nonni.

 

La terza tappa è alla Cantina Eredi dei Papi, oggi tutta a conduzione “under 30”, che grazie a questa generazione ha fatto la scelta di convertirsi da subito in biologico, con la vitificazione che avviene soltanto in vigna e una produzione basata su una piccolissima quantità di solfiti.

 

Nella Tenuta Le Quinte, dopo un’altra passeggiata tra i vigneti che ci conduce alla soglia del ponte che conduce alle porte del centro storico di Colonna, la nota caratteristica è la sperimentazione nel solco della tradizione e delle eccellenze del territorio, non solo vinicole ma anche nel settore dei distillati.

 

Concludono il nostro itinerario due soste in centro città, dove la Cantina Cìfero ha allestito per l’occasione una terrazza panoramica con vista a 360° sulle dolci colline dei Castelli.
Qui è la passione di Laura a descriverci l’azienda di famiglia, nata negli Anni Cinquanta grazie a suo nonno, che dopo la guerra ha deciso di investire tutto sulla terra fondando una azienda agricola. Oggi la scommessa è la produzione di vino, tutto in purezza: su 35 ettari, 8 sono vitati, ma la prospettiva è quella di crescere e soprattutto di far comprendere ai consumatori e ai ristoratori che i vini del Lazio non temono confronti, in termini di qualità, con quelli di altre regioni dove il marketing è a livelli più spinti e consolidati.

Stessa filosofia, a conduzione familiare, è quella della Cantina Cardone, situata nel cuore di Colonna, nella stradina che dalla piazza principale porta alla Chiesa Vecchia del paese ed è posizionata sopra alle antiche grotte del centro città. Tramandando l’attività del bisnonno, nei primi anni Novanta Francesca e il marito agronomo danno nuova linfa all’azienda: sposano da subito  la causa del biologico, reimpiantano i vignati a filare e ristrutturano la cantina per produrre vino di qualità a stretto contatto con la clientela.

Michela Nicolais


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