Cantine d’Italia 2022

Go Wine presenta nella città di Roma, con una serata di promozione e degustazione, il volume Cantine d’Italia 2022 – Guida per l’enoturista.

Un’occasione per anche per conoscere e degustare vini interessanti e dialogare su itinerari e turismo alla scoperta di cantine e territori.
Un parterre di aziende parteciperà all’evento animando il banco d’assaggio; alcune incontrando direttamente il pubblico, altre con i vini di riferimento nella speciale enoteca che verrà allestita.
Sarà un’occasione per compiere un ideale viaggio fra diversi territori del vino italiano,
raccontati da uomini e donne del vino che hanno fatto dell’incontro con l’enoturista una parte importante della loro filosofia aziendale.

Ecco un primo elenco delle cantine che animeranno il banco d’assaggio

Castello di Spessa – Capriva del Friuli (Go);

La tradizione vinicola del Castello di Spessa ha una storia plurisecolare, di cui si ha notizia fin da metà del ‘500. Del pregio dei bianchi di Spessa ci dà conferma anche Giacomo Casanova, che fu ospite dell’allora proprietario conte Torriano. La proprietà fa parte del gruppo Pali Wines fondato da Loretto Pali. Gli ambienti sono molto suggestivi a cominciare dalle aree esterne e dai giardini.

Cuomo Marisa – Furore (Sa);

A Furore in un paese dipinto, sopra i tornanti della costa amalfitana, luogo di rara bellezza. Gran Furor Divina Costiera è un marchio che risale al 1942, quando iniziò a essere impiegato per commercializzare i vini ottenuti dai terrazzamenti della Costa di Furore. Andrea Ferraioli, ultimo discendente di un’antica famiglia di vinificatori locali, e la moglie Marisa Cuomo lo acquistarono nel 1980, segnando così l’inizio della loro avventura enologica in un terroir affascinante quanto impervio

Felline – Manduria (Ta);

Felline è oggi il nome aziendale, richiama il nome della contrada in Manduria. Da sempre è il riferimento più importante del più complessivo progetto Accademia dei Racemi. Progetto nato nel 1996 dalla volontà di Gregory Perrucci, terza generazione di una tradizione familiare nel fare vino, pensato per valorizzare le varietà autoctone della regione. Sia a favore di quelle più presenti nella produzione, sia nell'intento di valorizzare e recuperare varietà rare o a rischio di estinzione.

Fiorini – Terre Roveresche (Pu);

Una storia di famiglia sulle colline marchigiane di Barchi, in un bel sito paesaggistico. Carla
Fiorini, laurea di enologia a Udine, conduce la cantina con il marito Paolo. Rappresenta la terza generazione di un percorso avviato circa 100 anni fa da Luigi Fiorini che acquistò la Tenuta Barchi piantando nel 1930 il primo vigneto. Una proprietà di 100 ettari, di cui 45 coltivati a vigneto, in regime bio dal 2013.

Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni – Orsogna (Ch);

Il Feuduccio si sviluppa a metà degli anni ‘90 e corona il sogno di Gaetano Lamaletto,
imprenditore di successo in Venezuela, di tornare nella sua terra natìa per dedicarsi alla
produzione di vino e olio di qualità. Oggi il progetto è portato avanti dal figlio Camillio e dal
nipote Gaetano in una realtà aziendale tutta volta a valorizzare i vitigni autoctoni della regione.
Vi un grande vigneto di 54 ettari tutto intorno alla cantina, a fianco di oliveti e altre coltivazioni

Masciarelli – San Martino sulla Marrucina (Ch);

La cantina è legata alla figura di Gianni Masciarelli, attivo dai primi anni ‘80 e prematuramente scomparso nell’estate del 2008, poco più che cinquantenne. Oggi la cantina è guidata dalla moglie Marina Cvetic, con grande impegno e visioni. Vi sono 60 particelle di vigneto in tutto l’Abruzzo, dove ha sede la cantina ma anche a Ofena, Loreto Aprutino e nel teramano.

Montecappone – Jesi (An);

La cantina ha festeggiato nel 2018 i 50 anni della fondazione. Oggi la superficie vitata si estende su vigneti dedicati in larga maggioranza a varietà autoctone quali verdicchio, montepulciano e sangiovese. Il verdicchio in particolare merita un approfondimento, sia per le diverse etichette che la cantina propone, sia per la capacità di reggere il tempo di alcuni verdicchio della casa, con una menzione per le selezioni dell’Utopia.

Podere Riosto – Pianoro (Bo);

La famiglia Galletti Franceschini conduce questa dinamica realtà che coniuga vino e
enoturismo. Sui colli di Pianoro a 350 mslm sono due le strutture di riferimento: la cantina in località Torre, realizzata dieci anni fa, in un sito naturale con vigneti e olivi. La produzione esprime la vocazione dei Colli Bolognesi, con il pignoletto fra i bianchi e varietà internazionali nei vini rossi. Un discorso a parte va fatto per la Vite del Fantini, una vite scoperta da Luigi Fantini a Pianoro nel 1961 e che il Podere Riosto vinifica nella versione spumante rosè (con il saldo di barbera e merlot).

Rossotto – Cinzano (To);

Sulle colline di Torino la valorizzazione del Freisa appartiene alla tradizione vinicola. Un
territorio interessante per il paesaggio e l’ambiente: un altro angolo di Piemonte del vino, assai vicino a Torino, da scoprire per coloro che amano viaggiare alla conoscenza delle cantine e dei luoghi. In questo contesto opera la cantina di Stefano Rossotto, condotta con i figli Federico e Matteo.

Tenuta Sant’Antonio – Mezzana di Sotto (Vr);

Una bella storia di famiglia con quattro fratelli a fare squadra in un progetto di territorio,
ambizioso e sempre in crescita. Nella Valpolicella cosiddetta allargata la Tenuta Sant’Antonio dei fratelli Castagnedi (Armando, Tiziano, Massimo e Paolo) è un punto di riferimento di assoluto riferimento. Le prime uscite sul mercato con il proprio marchio risalgono al 1995.

Travignoli – Pelago (Fi);

Cantina storica situata nelle terre del Chianti Rufina, a est di Firenze. Il nome Travignoli è
legato allo Stato della Chiesa, a cui è succeduta nella proprietà la famiglia Busi a inizio
dell’Ottocento. Il Conte Giovanni Busi rappresenta l’ultima generazione e conduce l’azienda
con la sorella Maria Chiara. E' attualmente anche Presidente del Consorzio Chianti.

Zaccagnini – Bolognano (Pe).

Un progetto cresciuto negli anni attraverso un numero significativo di etichette e una costante azione di valorizzazione della viticoltura abruzzese.  Una cantina che ha saputo mantenere i tratti di una realtà familiare e fortemente radicata al territorio, pur raggiungendo numeri importanti, sia per quanto attiene il patrimonio di vigneti che per il numero di bottiglie prodotte.
Nel corso degli anni Zaccagnini ha affermato in cantina importanti progetti legati al rapporto fra vino e cultura, vino e arte.

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