Castello di Torre in Pietra: dove la storia si fa vino

Alle porte di Roma, nel cuore dell’Agro Romano, il Castello di Torre in Pietra rappresenta un raro equilibrio tra nobiltà storica e lungimiranza agricola. Se le radici della cantina affondano nel Cinquecento, la sua identità moderna è legata alla famiglia Albertini-Antonelli, che da quattro generazioni custodisce questo patrimonio.

Oggi la guida è nelle mani di Filippo Antonelli (produttore di Sagrantino a Montefalco) e Silvestro Majnoni. Insieme all’enologa Arianna Colaiocco, la proprietà porta avanti l’eredità del senatore Luigi Albertini, trasformando la tenuta in un polo d’eccellenza che parla il linguaggio della sostenibilità.

Una scelta etica: il Biologico Integrale

Per l’azienda, il biologico è un atto di rispetto. Dal 2000 infatti, la tenuta ha abbandonato la chimica di sintesi per una filosofia di “pulizia” assoluta:

  • In vigna: Niente diserbanti, ma tecniche come l’inerbimento e il diradamento manuale per portare in cantina solo grappoli sani e concentrati.
  • In cantina: Un approccio non invasivo che riduce al minimo l’anidride solforosa, lasciando che sia l’identità del frutto — e non la chimica — a esprimersi nel calice.

Dalla vigna alla tavola: l’Osteria dell’Elefante

L’esperienza al Castello non si ferma al calice. All’interno delle suggestive grotte di tufo si trova l’Osteria dell’Elefante, dove la filosofia bio della cantina si riflette in una cucina di altissimo livello.
Qui i vini della casa incontrano le materie prime del territorio, tra cui l’olio EVO, il miele e gli ortaggi prodotti direttamente in azienda.

A rendere la sosta memorabile è l’eccellenza dell’accoglienza. La sala è coordinata con grande professionalità: spicca la figura del sommelier Cristian, la cui competenza permette di approfondire ogni etichetta con racconti tecnici ma appassionanti. Insieme a lui, tutto il personale di sala si distingue per un servizio attento e preparato, capace di far sentire l’ospite parte della storia del Castello.

Il Terroir: tra vulcano e brezza marina

I 52 ettari di vigneto godono di una geologia duale: i sedimenti marini esaltano la mineralità di bianchi come il Vermentino “Arenaro”, mentre i tufi vulcanici donano struttura ai rossi come il Cesanese e il Montepulciano.
Il tutto riposa in una cantina ipogea del 1500, un ambiente naturale dove il vino matura circondato da secoli di tradizione.

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