Degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai vini senza alcol al metodo spumantistico, e workshop gastronomici: dal 20 al 22 febbraio, al Salone delle Fontane di Roma, torna l’appuntamento con la kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola italiana.
Come ogni anno, il grande pubblico avrà l’opportunità di assaporare, attraverso degustazioni libere, le migliori etichette di aziende provenienti da tutte le regioni d’Italia, isole comprese, che, con le loro produzioni, riescono a esprimere al meglio le straordinarie sfaccettature delle centinaia di varietà vitivinicole presenti sul nostro territorio.
Ogni visitatore potrà infatti creare il proprio percorso di degustazione seguendo i propri gusti, rendendo l’esperienza personale e profonda. Senza schemi predefiniti, anche grazie all’ausilio di supporti chiari e semplici come il compendio “Appunti sul vino”, che invita a segnare, per ogni assaggio, giudizi e sensazioni, le degustazioni nel corso de “I Migliori Vini Italiani” sono illimitate. Questo perché, secondo Luca e Francesca Romana Maroni, la curiosità di scoprire e sperimentare nuovi sapori non deve avere limiti.
A sollecitare l’interesse dei partecipanti ci penseranno anche gli inediti laboratori, ideati per fornire spunti di confronto, per analizzare aspetti interessanti dell’enologia e per far conoscere da vicino specialità gastronomiche regionali con caratteristiche uniche e storie familiari di eccellenza e resilienza.
Tra le novità di questa edizione de I Migliori Vini Italiani, ci sarà un approfondimento sui vini dealcolati, che hanno fatto molto discutere nelle ultime settimane in occasione dell’approvazione del decreto interministeriale sulla tassazione della loro produzione.
L’obiettivo di Maroni sarà fare chiarezza sui vini a basso contenuto alcolico.
“È come una nuova frontiera da esplorare, senza pregiudizi e con grande curiosità: si riuscirà a produrre dealcolati con indici di piacevolezza analoghi ai vini convenzionali? Per il momento ancora no, ma valutare lo stato dell’arte è comunque stimolante e interessante” spiega l’analista sensoriale.
