​Slow Wine Lazio 2026: Il racconto di una giornata di eccellenza

​Siamo stati all’evento Slow Wine Lazio e, lasciatevelo dire, il panorama vitivinicolo della nostra regione non è mai stato così vibrante. Non è stata solo una degustazione, ma un viaggio tra storie di resistenza, sostenibilità e amore profondo per il territorio.

​Identità Territoriale: dal Bellone di Donato Gaingirolami al Cesanese di Alberto Gaicobbe, abbiamo assaggiato vini che parlano la lingua del luogo. Menzione d’onore per i vitigni autoctoni che stanno vivendo una vera rinascita (Bellone, Cesanese e Malvasia Puntinata su tutti!).

Abbiamo incontrato produttori che mettono il rispetto della terra al centro di tutto. Meno chimica, più ascolto dei ritmi della natura. ​Il Lazio è una scoperta continua: non più “vino della casa”, ma punte d’eccellenza capaci di competere con i grandi nomi internazionali.

  • Donato Giangirolami: L’eccellenza del biologico laziale che trasforma il rigore tecnico in sorsi eleganti, puliti e profondamente legati al territorio tra Latina e Aprilia.

  • Cantina Amena: L’anima vibrante dei Castelli Romani, dove la conduzione biodinamica esalta la mineralità vulcanica in vini schietti e di grande personalità.

  • Alberto Giacobbe: Il custode della tradizione tra Piglio e Olevano Romano, capace di regalare al Cesanese una verticalità e una finezza da vero fuoriclasse.

  • Monti della Moma: Una chicca artigianale a Montefiascone che scommette sul recupero dei vitigni storici Malvasia, Procanico e Roscetto, offrendo espressioni autentiche, fresche e fuori dal comune.

Tenute Filippi, un’eccellenza agricola situata a Cori in provincia di Latina, rappresenta il ritorno alle radici familiari e l’impegno per un approccio rispettoso dell’ambiente e dei cicli naturali. Matteo Filippi è il giovane enologo alla guida della produzione dei vini con certificazione biologica con un impegno continuo per la coltivazione delle varietà autoctone Bellone e Nero Buono.

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